In un’intervista pubblicata dal quotidiano La Repubblica oggi 26/1/2012, il vicepresidente del Csm Vietti sostiene che è necessario congelare la prescrizione dei reati penali. Si tratta di un argomento tabù, al punto che le recenti riforme della Giustizia sono sempre andate controcorrente, finendo in più occasioni per abbassare il limite della prescrizione anche per reati gravi.
Eppure la posizione di Vietti non è nata dal nulla, si tratta a ben vedere di un approdo al quale non si può non giungere se si valuta attentamente la situazione.
Qualche giorno fa abbiamo dato notizia dell’emendamento presentato dall’Onorevole Fava.
Nei giorni seguenti, in risposta alle numerose critiche piovute contro l’emendamento in questione, l’Onorevole Fava ha rilasciato alcune dichiarazioni a difesa della sua proposta.
Sulla Gazzetta di Mantova leggiamo: “Ho firmato l’emendamento come presidente della commissione anti-contraffazione – dice Fava – va recepita una sentenza della Corte europea sulla causa che L’Oréal ha vinto contro EBay, accusata di vendere prodotti contraffatti: non a caso in commissione il voto è stato unanime, col sì anche del governo. La ratio della norma sta nel fatto che i marchi vanno tutelati dal rischio contraffazione e dai download abusivi”.
I noti siti di file sharing, Megaupload e Megavideo, sono stati chiusi qualche giorno fa a seguito di un’operazione condotta dall’Fbi in collaborazione con il dipartimento della Giustizia americano.
La notizia ha subito fatto il giro della rete, determinando un’attesa polarizzazione tra coloro che accusano l’industria del copyright statunitense di aver voluto porre in essere una prova di forza giusto il giorno dopo della serrata online contro SOPA e PIPA (l’incriminazione in realtà è del 5 gennaio), e chi invece ritiene che sia giusto colpire chi alimenta la pirateria e ci guadagna.
Leggendo la documentazione disponibile al momento, e cioè l’atto di accusa del Gran Giurì della Virginia, possiamo ricostruire in questo modo i fatti: i siti Megaupload, Megavideo ed una serie di siti satellite sono stati chiusi, per un totale di 18 domini; il fondatore di Megaupload ed altre tre persone (il cofondatore, il graphic designer…) sono state arrestate in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità americane, altre persone sono ricercate; circa 50 milioni di dollari sono stati sequestrati. Gli arrestati dovranno presentarsi dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto (al momento pare già convalidato) e per l’eventuale estradizione negli Usa.
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