American AssemblyDi recente American Assembly, un forum pubblico affiliato con la Columbia University, ha pubblicato un nuovo studio sulla pirateria e il file sharing, basato su migliaia di interviste telefoniche condotte negli Stati Uniti e in Germania. Questo studio fornisce una visione delle abitudini di condivisione degli internauti dei due paesi.

Denominato "Copy Culture in the US and Germany", lo studio è una indagine approfondita che esplora il rapporto di americani e tedeschi con i media digitali, in particolare in relazione al diritto d'autore.

Lo studio rivela che la pirateria è comunemente accettata, circa il 46% degli adulti ha scaricato materiale protetto dal copyright, con punte del 70% nella fascia tra i 18 e i 29 anni. Di contro, però, la pirateria digitale in larga scala è decisamente rara, limitata al 2% degli adulti per la musica e l'1% per i film. Quindi si scaricano file soprattutto per motivi personali o di condivisione con gli amici, anche se il concetto di "condivisione con gli amici" è piuttosto elastico, includendo talvolta anche la condivisione online.
In ogni caso la violazione del copyright è largamente accettata (75%), e solo il 52% degli americani concorda con l'imposizione di sanzioni per tali violazioni, purché contenute, cioè al di sotto dei 100 dollari per canzone o film, mentre sanzioni superiori, o addirittura disconnessioni dalla rete, sono largamente respinte (solo il 16% le accetta).
Il 54% degli americani ritiene che le sanzioni debbano essere erogate da un tribunale, l'unico legittimato a decidere se un cittadino è colpevole o innocente, e non dalle compagnie private, nel qual caso vengono percepite come un'intrusione nella vita privata dei cittadini. Il 69% si oppone al monitoraggio delle attività dei cittadini in rete.
La maggioranza degli intervista ritiene invece legittimo che siano gli intermediari della comunicazione a bloccare il materiale che viola il copyright, di contro però la maggioranza degli americani si oppone ad un tale tipo di intervento quando si evidenziano le possibile ricadute sulla libertà di espressione, segno che vi è scarsa consapevolezza delle questioni tecniche in materia.

In conclusione l'assoluta maggioranza degli americani che usano internet si oppone ad un rafforzamento del copyright quando è percepito come una violazione della privacy o della libertà di espressione. Inoltre lo studio evidenzia che gli utenti che scaricano dalla rete sono in realtà i migliori clienti dell'industria musicale, acquistando legalmente circa il 30% in più di musica rispetto a coloro che non scaricano file. In Germania i risultati sono anche più marcati.

Il risultato del sondaggio non è in realtà sorprendente, in quanto già diversi studi nel passato hanno evidenziato come la pirateria porta a vendere più musica, e chi scarica file dalla rete tende ad acquistare anche più cd.