slapI tribunali tedeschi sono generalmente piuttosto severi quando si tratta di pirateria, in quanto i titolari di una connessione internet sono sempre ritenuti responsabili delle violazioni perpetrate tramite la loro connessione.
Ma una recente sentenza della Corte Suprema tedesca ribalta la giurisprudenza dominante.

Il caso risale al 2007, quando l'industria del copyright presenta una denuncia perché un singolo IP condivideva oltre mille canzoni tramite le reti di file sharing. L'indirizzo tracciato dall'autorità giudiziaria è risultato appartenente ad una coppia sposata, il cui figlio, di 13 anni, era in possesso del computer identificato con quell'IP. Il pc viene sequestrato e su di esso vengono trovate tracce di software di condivisione file.

Nonostante le prove i genitori del minore si rifiutano di pagare la relativa multa, e quindi il caso finisce in tribunale. Il tribunale di Colonia emette una condanna a pagare oltre 5000 euro per un totale di 15 brani per i quali risultava raggiunta la prova della condivisione pirata. La coppia presenta appello, dove la decisione viene confermata perché hanno omesso di adottare le misure tecniche per impedire al figlio di violare le legge, come ad esempio l'installazione di un software di controllo.
La Corte Suprema, con sentenza del 15 novembre 2012, ha annullato la condanna.

Nella motivazione la Corte Suprema sostiene che i genitori hanno soddisfatto i loro obblighi educativi nel momento in cui informano il figlio di ciò che è lecito fare e ciò che è illecito, ma che i genitori non sono tenuti a controllare le attività online del figlio né a installare un software di controllo. Quindi non vi è nessun dovere specifico di vigilanza a meno che non vi sia un ragionevole sospetto.

Particolarmente interessante è il commento alla sentenza di un rappresentante dell'industria musicale, il quale si è lamentato che i genitori prestano sempre meno attenzione alla necessità di fornire una adeguata educazione ai figli. Secondo lui una educazione all'altezza sarebbe preferibile alle sanzioni di legge contro l'uso non autorizzato di proprietà altrui. E ha aggiunto: "a volte uno schiaffo può essere utile" (auch mal eine Ohrfeige nicht geschadet).