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Di chi è internet? La giurisdizione USA sui domini stranieri

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ICE Avviso di confisca del dominioChe cosa hanno in comune i seguenti siti? Megaupload.com, PlanetMoviez.com, Filespump.com, Now-Movies.com, ThePirateCity.org, NinjaVideo.net, NinjaThis.net, TVshack.net, Atdhe.net, Channelsurfing.net, HQ-streams.com, HQstreams.net, Firstrow.net, Ilemi.com, Iilemi.com, Iilemii.com, Rojadirecta.org, e Rojadirecta.com.
Per chi segue le vicenda dell'antipirateria in rete, la risposta parrebbe facile: sono tutti siti chiusi per "violazioni" delle leggi in materia di copyright. Ma la risposta non è quella giusta. A parte che per alcuni (Megaupload) siamo ancora alla fase delle accuse, almeno uno (Rojadirecta) non ha commesso alcunché di illegale, essendo stato assolto da un giudice spagnolo.

Tutti questi siti hanno in comune, invece, la circostanza che i loro domini sono stati confiscati dalle autorità americane (ICE, l'ufficio anti-immigrazione) pur essendo i titolari soggetti non americani.

La confisca più eclatante si è avuta con Megaupload, mentre eravamo distratti a seguire il mirabolante arresto con mandato internazionale di Kim Dotcom, abbiamo posto scarsa attenzione al fatto che i domini erano stati tutti sequestrati anche se i siti erano su server non americani e nella titolarità di cittadini non americani.
In effetti stiamo parlando del web, cioè di miliardi di pagine online che possono potenzialmente essere viste da tutto il mondo, per cui nasce l'ovvia domanda: a quale giurisdizione sono soggette tali pagine? Quali sono le leggi che valgono per un sito web? Quelle del paese che lo ospita, cioè dove risiedono i server, oppure del paese dove risiede il proprietario del dominio?

Una risposta a tali domande non è facile, ma di certo l'amministrazione USA ha dato da tempo la "sua" risposta, e ci ha apposto sopra il timbro con le recenti ed eclatanti operazioni di confisca dei domini di aziende straniere. Gli americani, insomma, ritengono che internet sia cosa loro!

Stiamo parlando, infatti, di quando ICE ha lanciato "Operation in our sites" al fine di colpire e confiscare i domini dei siti stranieri che riteneva commettessero illeciti contro gli americani, operazione nella quale, tra i 150 domini sequestrati è rimasto invischiato anche il dominio Dajaz1.com per oltre un anno, prima che lo rilasciassero perché non aveva commesso nessun illecito.
L'operazione fece molto scalpore perché i domini furono sequestrati non dai governi dove risiedevano i siti oppure i loro titolari, bensì direttamente dalle autorità americane, confiscando i domini ed oscurando i siti, spesso senza far partire nessuna accusa, senza processo, senza nemmeno notificare ai presunti colpevoli un qualche provvedimento. Così, semplicemente, ICE si è appropriato dei domini, come quello di Rojadirecta.com, rendendo inaccessibili i siti in tutto il mondo, e trasferendo quei domini al governo degli Stati Uniti. Come sostiene John Morton, direttore di ICE: "se i criminali scappano all'estero, li seguiremo ("If the criminals move overseas, we will follow").
Il sito spagnolo Rojadirecta, a seguito di un processo durato 3 anni, è stato dichiarato legale da un giudice spagnolo, ma a tutt'ora i domini sono ancora sotto sequestro, infatti il sito ha dovuto prenderne altri per ritornare online.



Oppure, per citare un altro caso eclatante, parliamo della richiesta di estradizione di un ragazzo inglese colpevole di aver commesso un illecito civile in Inghilterra, che però negli USA è un reato punibile fino a 10 anni di carcere.

Ma come è possibile una cosa del genere? Per capirlo occorre fare una premessa.
È noto che è il governo americano ad aver sviluppato internet, inizialmente come tecnologia militare. Quindi originariamente la rete era soggetta al controllo governativo, però in seguito si è avviata la sua privatizzazione, trasferendo le funzioni relative alla gestione della rete ad organismi privati, ed in particolare all'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), un ente non-profit cui è delegata la gestione mondiale dei nomi a dominio dei siti web. Verisign, invece, è la società americana che svolge il compito di registrar (chi effettua le iscrizioni) e di registry (chi gestisce i database dei domini) nell'ambito dei nomi a dominio. A questi due soggetti si deve aggiungere il Dipartimento USA del Commercio (ed in particolare la NTIA, National Telecomunication and Information Administration), per completare il quadro dei soggetti forti della rete internet.

La rete rimane unita grazie alla gestione centralizzata degli standard di interconnessione, del sistema di nomi a dominio (DNS) e del piano di numerazioni, compiti demandati appunto all'ICANN.
C'è comunque l'intenzione di sottrarre il controllo sull'ICANN da parte del governo americano, in particolare a seguito di pressioni degli altri Stati, in primis la Cina, e della Commissione europea che sollecitava tale transizione essendo diventata la rete uno strumento di comunicazione globale. In tal senso il 30 settembre 2009 l'ICANN ha siglato un nuovo accordo che prevede il controllo da parte del GAC, il Government Advisory Committee, un gruppo di supervisori internazionali, proprio al fine di ridurre lo stretto legame con il governo USA.
Questo processo di liberalizzazione non è però ancora completato del tutto, e del resto l'amministrazione USA non sembra avere tanta fretta, per cui di fatto esiste tutt'ora un controllo pressante del governo USA sull'ICANN.

Ciò vuol dire che tutti i nomi a dominio (circa 200 milioni) sotto il controllo dell'ICANN (come i .com, i .net, i .org...), anche se di proprietà di soggetti non statunitensi e legati ad un sito residente su server non americani, sono di fatto soggetti al controllo del governo USA, essendo l'ICANN sotto la giurisdizione USA nonostante svolga una funzione di interesse mondiale. In questo modo, come abbiamo potuto notare, l'amministrazione USA può chiudere siti in qualunque parte del mondo, sottraendogli il dominio e lasciando i titolari di fronte al fatto compiuto. Inoltre gli USA si ritengono in diritto di chiedere l'estradizione di un cittadino straniero che agisce su suolo straniero.
E tutto questo perché i domini gestiti dall'ICANN sono ritenuti suolo statunitense.

Ed ecco perché Pirate Bay cambia il suo dominio da .org allo svedese .se, proprio per non essere più soggetto alla giurisdizione USA.

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