Apple vs SamsungUna volta il brevetto era una forma di tutela per l’innovazione. Remunerando l’inventore per un certo periodo di tempo si incentivava la realizzazione di nuovi prodotti, e quindi si incoraggiava la concorrenza. Forse negli ultimi tempi le cose non stanno più così.

Secondo gli esperti il futuro della comunicazione mobile si giocherà tra iPhone ed Android, anche se Android è una galassia meno omogenea, in quanto comprende, oltre a Google quale produttore del software, una rete di circa 40 produttori di dispositivi e 200 vettori. Vi è però un singolo produttore di hardware che fa un ottimo uso del sistema operativo di Google, e che minaccia concretamente Apple su diversi fronti: Samsung.
Da un po’ di tempo Apple e Microsoft hanno avviato una vera e propria campagna contro Google e i produttori di dispositivi Android. Le corti di mezzo mondo, infatti, sono state invase da cause intentate da Apple, Microsoft, ma anche Oracle, contro l’azienda di Moutain View e i produttori di dispositivi, tra i quali, guarda caso, proprio Samsung.

Ha iniziato Oracle con una citazione nei confronti di Google per l’uso illegale del codice Java nei suoi prodotti. La mossa non è stata felice, visto che i fan dell’open source hanno ripescato in rete un articolo nel quale il Ceo di Sun (il precedente sviluppatore del codice Java che aveva immesso il proprio prodotto nel mercato con licenza open source) pregava Google di utilizzare Java per le piattaforme Android.

Poi è venuta Apple, che in diversi paesi ha intentato cause nei confronti di Samsung, produttore dei dispositivi Android. L’accusa è di aver rubato lo stile dei prodotti Apple, di averne violato i brevetti, e di aver creato prodotti talmente simili da confondere il consumatore.
Ad agosto un tribunale tedesco ha bandito i tablet Samsung dalla Germania per violazione di brevetti, e a fine agosto 2011 un tribunale olandese ha stabilito che Samsung ha violato un brevetto Apple, così bloccando la vendita degli smartphone in molti paesi dell’Unione Europa (non tutti perché in alcuni paesi il brevetto Apple è scaduto per inadempienze amministrative della Apple).
In realtà il tribunale olandese ha sancito anche che numerose accuse della Apple non erano fondate, ad esempio l’accusa di aver violato il brevetto relativo al design dell’iPod Touch nella realizzazione del Samsung Galaxy S. Anche i tablet Galaxy Tab non violano i brevetti Apple, secondo il tribunale olandese.
Del resto la battaglia sul design è piuttosto complessa, poiché i fan di Android sostengono che sia stata invece la Apple a copiare il design di un cellulare Samsung del 2007. Ed anche LG all’epoca accusò la Apple di aver copiato il design del famoso iPhone, ma non ha mai avviato una causa legale. E Nokia sostiene che tutti hanno copiato da lei!

Il brevetto violato, invece, riguarderebbe la modalità di visualizzazione e scorrimento delle foto tramite gesture e l’elaborazione dell’input dell’utente da parte del software della galleria fotografica. Si tratta di un brevetto tecnico, ma la situazione può essere facilmente ovviata tramite modifiche del firmware, che dovrebbero già essere risolte con Android 3.
In ogni caso in seguito di queste decisioni Samsung ha comunque dovuto ritirare i suoi tablet dall’IFA, la fiera dell’elettronica di Berlino tenutasi ai primi di settembre.

La mossa di Cupertino ha sollevato molti dubbi, in particolare perché Samsung è una delle aziende con il più vasto portafogli di brevetti, e a molti è sembrata una guerra al testosterone più che altro. Ma in ogni caso ha dato l’avvio ad una serie di acquisizioni con l’unico scopo di ottenere nuovi brevetti per proteggere la propria posizione. Google ha tentato di acquistare Nortel, soffiatagli da una offerta dei suoi nemici ben 5 volte superiore, facendo così levitare artificialmente il valore dei brevetti, ma in compenso ha acquisito Motorola, anch’essa ben fornita di brevetti, ammettendo pubblicamente che si tratta di una acquisizione nata dall’esigenza di proteggere Android da cause per violazione di brevetti.

La risposta della Samsung, comunque, non si è fatta attendere, con l’avvio di cause legali in California, in Corea, Germania e Giappone. In tutti i casi l’accusa verso la Apple è di violazione di brevetti e copia nel design degli smartphone Samsung, ed anche la copia della funzionalità di aggiornamento della data e dell’ora negli spostamenti tra fusi orari.

Sul blog ufficiale di Google appare un articolo di Drummond, vice presidente e capo dell’ufficio legale, il quale sostiene che Apple, Microsoft e Oracle si siano coalizzate semplicemente per imporre una tassa su Android, colpendolo nel suo vantaggio competitivo maggiore, cioè il prezzo (trattandosi di software open source, quindi non soggetto a diritti): “Ho lavorato per decenni nel mondo della tecnologia e so che Apple e Microsoft si sono sempre guardate in cagnesco. Quando vanno a braccetto c'è da chiedersi che cosa stia succedendo e quel che succede è questo: Android sta andando benissimo. Ciò ha sollevato una massiccia campagna ostile di Apple, Microsoft e Oracle e altre società, campagna che viene condotta con una serie di brevetti fasulli”.

E nel quadro generale non dobbiamo dimenticare le cause intrecciate tra Nokia ed Apple, sempre per violazione di brevetti, dove Nokia accusa la casa di Cupertino di aver violato quasi tutti i suoi brevetti, nonché la citazione della casa della mela contro HTC, altro storico produttore di smartphone Android.

La moltiplicazione delle cause relative a brevetti, preoccupa addirittura la International Trade Commission, che ha avviato una istruttoria sul merito. In genere il ricorso alla ITC spinge le aziende in causa ad un accordo per superare la situazione di stallo che alla lunga potrebbe essere deleteria per la stessa economia.

Appare sempre più ovvio che l’intera normativa sui brevetti sia piuttosto lacunosa, e dia adito a cause spesso infondate che però determinano comunque blocchi per vari mesi nell’immissione sul mercato di prodotti, con ricadute economiche sulle aziende coinvolte.
In particolare sembra sempre più palese che le cause siano il nuovo modo di farsi concorrenza tra le aziende, anzi di bloccarla del tutto. Un’azienda che acquisisce temporaneamente una posizione di forza in un particolare mercato, come la Apple, può, a mezzo di cause di questo tipo, ostacolare i possibili concorrenti. Uno smartphone, infatti, coinvolgerebbe circa 250.000 brevetti che possono essere contestati, un terreno particolarmente fertile per iniziative legali anche eventualmente pretestuose.
Lungi da noi voler sostenere che la vittima della situazione sia Google, il problema, piuttosto, è che tre multinazionali si fanno la guerra non più a colpi di innovazione, migliorando i loro prodotti, rendendoli più appetibili per i consumatori, ma trasferiscono la competizione in un’aula giudiziaria, in un modo che facilmente potrà essere dannoso per il mercato, e che di sicuro non porterà vantaggi per l’innovazione, cosa piuttosto grave in un periodo storico di forte crisi economica, dove la scoperta di nuove tecnologie potrebbe davvero consentire il superamento di questo difficile momento.

Sarebbe il caso, quindi, di rivedere la normativa in materia per far sì che le aziende ritornino ad una sana concorrenza nella produzione, invece di rivaleggiare tramite cause legali.
In particolare appare pretestuoso citare in giudizio una azienda per violazione del design di un telefonino od un tablet. Anche perché, a voler essere precisi, l’inventore del design del tablet dovrebbe essere Stanley Kubrik che, nel film 2001 Odissea nello spazio, del 1968, mostrava due astronauti intenti propri a leggere le notizie da un dispositivo identico ai moderni tablet. Quindi, trattandosi di un concetto rappresentato artisticamente, la Apple non potrebbe chiederne l’esclusiva.