knocked_downÈ notizia di qualche giorno fa l’operazione Knocked Down della Guardia di Finanza che ha posto sotto sequestro i principali siti di aste al ribasso, a seguito di perquisizioni scattate in tutta Italia su ordine della Procura delle Repubblica di Milano.
Le contestazioni mosse ai siti sotto sequestro sono di esercizio abusivo del gioco d’azzardo e di truffa, cioè gli inquirenti ipotizzano che i siti di aste al ribasso siano niente altro che lotterie, e quindi esercitano una attività vietata in Italia.


Le aste al ribasso sono un fenomeno abbastanza recente in Italia, che però ha avuto una notevole espansione. Si tratta sostanzialmente di siti che mettono in palio alcuni premi, anche di valore, laddove i partecipanti alla cosiddetta asta possono aggiudicarseli puntando al ribasso. Vince il premio il concorrente che piazza l’offerta unica più bassa. Infatti, una peculiarità è data dal fatto che due offerte uguali si elidono a vicenda, per cui non è detto che vinca colui il quale ha fatto la puntata effettivamente più bassa. I concorrenti per ogni puntata pagano una cifra, e possono anche acquistare dei pacchetti informativi, che in sostanza consentono di sapere se la propria offerta è la più bassa oppure è unica, perché, altra peculiarità delle aste al ribasso, i concorrenti non conoscono normalmente le altre offerte in gioco.
Regolato in tal modo il meccanismo, appare ovvio che l’elemento dell’alea è decisamente più alto di una normale asta, per cui già in passato si è ritenuto che non fossero altro che lotterie mascherate.
Poiché l’art. 4 della legge 401 del 1990 punisce “chiunque esercita abusivamente l’organizzazione di scommesse che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario”, e l’art. 4 bis prevede l’estensione della sanzione a “chiunque svolga in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l’accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all’estero”, le autorità sono intervenute con il suddetto sequestro.

L’ulteriore contestazione del reato di truffa deriverebbe da episodi di mancata consegna dei premi e forse anche dalla scoperta di manipolazioni del meccanismo di gioco (qualcuno in passato ha fatto rilevare che i vincitori spesso sembrerebbero sempre le stesse persone), oppure semplicemente per il fatto di mascherare un gioco d’azzardo presentandolo invece come asta, con ciò ingannando gli utenti.

Il dialogo sulla reale natura di questi siti è aperto da tempo, tra chi come Guido Scorza sostiene che siano delle lotterie mascherate e chi invece, come Andrea Monti, ritiene possano essere delle forme di ecommerce. Adesso se ne occuperà anche la magistratura.