Agcom

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e suoi regolamenti

  • Nexa sul regolamento AgCom per il diritto d’autore

    Nexa Center for Internet & SocietySi ritorna a parlare di diritto d’autore in rete, e in particolare della bozza di regolamento che l’AgCom ha preparato e posto in consultazione pubblica al fine di recepire pareri in merito.
    Le posizioni in campo sono piuttosto distanti, come si può verificare da quanto sostenuto nel corso di una tavola rotonda organizzata dall’AgCom.
    Ovviamente l’AgCom difende il suo regolamento, e la FIMI(Federazione Industria Musicale Italiana) si dice favorevole alla delibera, sostenendo che quanto prevedere un classico iter giudiziario per chiudere un sito illegale rappresenterebbe un’assurda lungaggine che favorirebbe solo i pirati. Il presidente della FIMI ha spiegato che “Internet non è uno strumento per violare il diritto d’autore né tantomeno per mettere in crisi l’industria” (meno male che ce lo ricorda lui!!!), ed un sito non potrebbe dunque venire rimosso dopo i classici tre gradi di giudizio, dal momento che una partita di calcio in streaming viene consumata in un tempo infinitamente più breve!
    Al presidente della FIMI occorrerebbe ricordare che il punto da discutere non è solo il metodo per chiudere un sito illegale, bensì quandoun sito si può dire illegale, e per questa valutazione generalmente i regimi democratici prevedono delle opportune garanzie per i presunti colpevoli, garanzie che, per fortuna, non possono essere eliminate perché l’industria dei contenuti va piuttosto di fretta. E si potrebbe anche evidenziare che gli strumenti giudiziari per ottenere l’oscuramento in tempi brevi di un sito ci sono tutti, come il sequestro preventivo, ma da adottare nell’ambito di un procedimento giudiziario che consenta, dopo l’applicazione delle misura del sequestro, al presunto colpevole di difendersi e far valere le sue ragioni, eventualmente ottenendo un risarcimento del danno se il provvedimento di sequestro era illegittimo.

     

  • Approvata delibera AgCom: prime osservazioni

    Presidente AgCom CalabròCon un comunicato stampa l’AgCom comunica l’approvazione dello “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”, approvazione che, come evidenzia il comunicato, è avvenuta a maggioranza dei suoi membri, con un voto contrario ed un astenuto.
    Al momento non è ancora pubblico il testo del provvedimento, per cui ogni valutazione è basata solo sul contenuto del suddetto comunicato.

    Sicuramente è positivo il fatto che il testo non si deve considerare ancora definitivo, in quanto viene riproposto in consultazione per altri 60 giorni, consultazione che partirà dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e quindi tutti i soggetti interessati potranno intervenire.
    Nel comunicato viene riportata una dichiarazione del presidente dell’autorità, il quale evidenzia come il testo sia stato attentamente riconsiderato. Aggiunge, inoltre, che da esso “sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui
    limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria”. Molto interessante è l’invito ad avviare un “dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro”.

  • Delibera AgCom: il contraddittorio che non c’è

    agcomInfuria la polemica sulla delibera AgCom che avrà il compito di disciplinare il diritto d’autore in rete, accendendo anche la discussione fuori dal web, dove finalmente stampa e politici cominciano ad interessarsi seriamente al problema.
    Purtroppo, a leggere articoli e commenti in tema, l’impressione è che non vi sia una adeguata comprensione della questione sottesa alla delibera.
    Cominciamo da una premessa, questa normativa che sta predisponendo l’AgCom non è una novità in Europa e nei paesi occidentali, visto che già negli Usa è presente qualcosa di simile, esiste in Francia (Hadopi), è stata introdotta in Australia, ed è in corso di approvazione anche in Gran Bretagna (Digital Economy Act).
    Vi è, però, una differenza sostanziale tra la nostra normativa e quelle degli altri paesi data dal fatto che altrove la discussione in merito si è posta nelle sedi opportune, cioè l’equivalente del nostro Parlamento, unico luogo deputato e legittimato, in una democrazia, a discutere di leggi che incidono pesantemente sui diritti del cittadino, in particolare il diritto alla libera manifestazione del proprio pensiero.
    Nel nostro caso, invece, si è di fatto delegata una autorità amministrativa, quindi priva di legittimazione popolare, a redigere queste regole. La differenza sostanziale sta nel fatto che un Parlamento, anche se controllato pesantemente dai partiti, non può permettersi di ignorare le critiche dell’opinione pubblica, come abbiamo potuto verificare noi italiani lo scorso anno nell’occasione della proposta di legge sulla riforma delle intercettazioni, di contro, invece, l’autorità amministrativa ben può non prendere in considerazione le argomentazioni dell’opinione pubblica e degli esperti della materia, in quanto non risponde a loro. Il problema, quindi, è innanzitutto di metodo, e solo successivamente di contenuti della delibera.

  • Delibera AgCom: a qualcuno piacerà!

    AgComL’AgCom ha pubblicato sul suo sito lo “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”, che sarà in consultazione per altri 60 giorni.
    Si può subito dire che il regolamento appare per molti versi quasi inutile, specialmente in considerazione del fatto che il ricorso all’autorità giudiziaria blocca la procedura amministrativa. In ogni caso si possono confermare quasi in toto le osservazioni già esposte sulla base del comunicato stampa, in particolare non solo le criticità evidenziate non sono state risolte nel testo della delibera, ma sembra che l’AgCom abbia evitato proprio di entrare nel merito di alcune questioni importanti, scavalcandole.

    Legittimazione dell’AgCom
    Passando ad una analisi più approfondita possiamo distinguere varie parti nel testo delle delibera.

  • I mondi paralleli dell’AgCom

    agcomContinuano i viaggi dell’AgCom negli universi paralleli durante la sua missione alla ricerca di mondi sconosciuti e nuove forme di vita, ed anche questa volta si è imbattuta nell’ennesimo pianeta pieni di cattivissimi pirati ed imbevuto di ogni sorta di nefandezza, dove nessuna regola esiste ed ognuno fa ciò che più gli piace. Quel mondo lontano si chiama Far Web!
    Del resto il presidente dell’AgCom lo aveva detto che l’autorità si inoltrava in territori di frontiera, cercando evidentemente di civilizzare quel territorio vasto e sconosciuto ai più, e questo è purtroppo vero, poiché in Italia da decenni il numero degli utenti italiani connessi alla rete saltella intorno al 50%. E nell’audizione di fronte al Parlamento, in tema di delibera sulla regolamentazione del diritto d’autore in rete, il presidente non si è smentito narrandoci le sue ultime peripezie.

  • A chi serve la delibera AgCom?

    agcomSi moltiplicano le notizie in merito alla ormai famigerata delibera AgCom sul diritto d’autore in rete. Dopo l’audizione di fronte al Parlamento del Presidente Calabrò, si è deciso di rimandare tutto a novembre, notificando lo schema di delibera alla Commissione Europea, che avrà 90 giorni per far pervenire le sue osservazioni.
    Inoltre lo schema di regolamento sarà inviato anche al WIPO (World Intellectual Property Organization), l’organizzazione con sede a Ginevra per la tutela della proprietà intellettuale.

    Queste mosse sono foriere di una doppia lettura. Se da una parte, infatti, il Presidente dell’AgCom si dice sicuro della validità della sua delibera, ritenendo che abbia una solida base giuridica, per cui potrebbe sembrare un modo per acquisire ulteriori pareri positivi in merito per blindare il provvedimento, è però evidente che vi è un tentativo in atto di guadagnare tempo.

  • AgCom rinnova il software certifica Adsl

    Nemesys software misura connessione internetLa nuova versione (1.7) del software Nemesys, del quale già avevamo parlato, realizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni e proposto dall’AgCom quale strumento di verifica e certificazione della qualità della connessione ad internet, introduce numerose novità. In particolare effettua il test della connessione in tempi decisamente inferiori.
    Mentre la precedente versione occupava il computer per 48 ore circa, tempo nel quale non si poteva navigare in rete, la versione 1.7 richiede solo 24 misurazioni che occupano 15 minuti ognuna, quindi è sufficiente non navigare per i primi 15 minuti dell’ora, al fine di completare correttamente la misurazione.
    Al fine di ottenere una misurazione valida occorrono quindi misurazioni effettuare per ogni ora della giornata, eventualmente se in una data ora non è stato possibile effettuare il test, il software ritenterà il giorno successivo, fermo restando che il tutto deve completarsi in 72 ore.

  • Il Far Web uccide la creatività?

    Far WebNelle sue recenti esternazioni il presidente dell’AgCom, autorità deputata alla regolamentazione del diritto d’autore in rete a mezzo dell’emananda delibera AgCom, ha potuto ribadire concetti già espressi in precedenza senza aggiungere in realtà nulla di nuovo.
    L’impressione è che voglia difendere una regolamentazione nella quale, forse, non crede nemmeno più lui.

    In particolare riafferma la comparabilità tra diritti e libertà che non sono direttamente accomunabili, cioè la libertà di manifestazione del pensiero e i meri diritti patrimoniali dei produttori di contenuti, laddove tale concetto è ripetuto sempre e comunque in ogni discussione in tema, quasi a volerlo fissare nella mente degli interlocutori come un presupposto di base dal quale non si dovrebbe prescindere. Purtroppo è semplicemente errato perché stiamo parlando di oggetti giuridici che non si trovano sullo stesso piano.
    Nessuno pensa che si debbano sopprimere i diritti patrimoniali delle multinazionali, ma il punto è che non si possono porre sullo stesso piano delle libertà dei cittadini, come invece farebbe la delibera AgCom, e se nasce conflitto tra loro sono gli interessi patrimoniali a dover cedere il passo, non il contrario.

  • Delibera AgCom: quel decreto forse non basta!

    agcomNegli ultimi giorni si sono moltiplicate le notizie relative alla delibera AgCom, segno che siamo entrati in un periodo di "serrate i ranghi". In fin dei conti non dobbiamo dimenticare che il 16 maggio scade il mandato degli attuali componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ecco quindi che a febbraio interviene Confindustria Cultura a ricordare il suo compito all'AgCom, intervento seguito da una strana pubblicazione di un parere in merito del costituzionalista Onida, strana in quanto relativo al vecchio testo della delibera, presentato in sede di prima consultazione e quindi ormai superato. Più che un discorso sul merito pare quasi un segnale.

    Ed ecco che lo sprone di Confindustria Cultura viene subito recepito (raffrontate la situazione con l'esito delle proposte di legge di iniziativa popolare, chiuse immancabilmente in qualche cassetto, per comprendere la differenza) e il procedimento per la regolamentazione del diritto d'autore in rete si riavvia.

  • Da ACTA alla delibera AgCom: CleanIt, il framework non legislativo e la delegificazione spinta

    Riforme per la pirateriaNegli ultimi tempi si susseguono negli USA e in Europa proposte di legge che sono tra loro legate. Sia la legge Sinde, entrata in vigore in Spagna, sia le recenti riforme in Irlanda (Irish SOPA) e in Inghilterra (DEA), che la nostrana delibera AgCom, sono tutti progetti di legge riconducibili ad un quadro (framework) non legislativo nel quale la regolamentazione di un settore è demandata ad un dialogo pubblico-privato, dove per privato si intendono ovviamente le grandi aziende, non certo il cittadino comune, con delega più o meno espressa al privato non solo per la verifica della violazione delle norme (si pensi alle policy in materia di copyright che caratterizzano i portali di sharing online) ma addirittura per la emanazione delle norme a mezzo di regolamenti.

    In realtà non è qualcosa di nuovo, ma solo l'evoluzione di un cammino iniziato da tempo. Per motivi di vario tipo la crisi del Parlamento italiano, per rimanere al nostro paese, ha portato sempre più spesso a delegare alcune normative al Governo, e questi, con il classico atto delle delega a cascata, a sua volta demanda ad autorità amministrative le norme di secondo livello.

  • Il regolamento Agcom e la direttiva europea “notice and action”

    Relazione Agcom sul sistema delle comunicazioni
    agcomIl 9 luglio l'Agcom ha presentato al Parlamento la sua relazione annuale sul sistema delle comunicazioni. Si tratta di un testo condivisibile sotto vari profili, anche se con alcune evidenti mancanze.
    L'autorità si sofferma sul digital divide che ancora affligge il nostro paese, ricordando che ogni Stato membro dell'Unione europea è chiamato ad adottare interventi specifici e concreti volti ad attuare l'Agenda Digitale Europea, un piano economico e infrastrutturale presentato nel maggio 2010 allo scopo di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione: "L'obiettivo principale dell'Agenda è ottenere vantaggi socioeconomici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili, con la convinzione che una maggiore diffusione e un uso più efficace delle tecnologie digitali riuscirà a stimolare l'occupazione e migliorare il benessere dei cittadini dell'Unione europea, assicurando loro nuove possibilità di comunicazione, un accesso più agevole ai servizi pubblici, un sistema di trasporti più efficiente, un migliore servizio sanitario".
    Nonostante la sua centralità quale fattore di crescita e ripresa del paese, in Italia tale processo di digitalizzazione è, purtroppo, in notevole ritardo, a causa anche di un "contesto nazionale investito dalla recessione e strutturalmente ancora poco sensibile all'innovazione".

  • AgCom e pirateria: nuovo regolamento, vecchi difetti!

    AgCom: task force antipirateriaAGGIORNAMENTO: il Commissario Preto ha smentito la notizia precisando che il 24 maggio non verrà presentata alcuna bozza di regolamento ma si terrà un convegno in materia.
    ------------------------------

    Tante novità in arrivo dall'AgCom, come ci notizia Tom's Hardware. Il Commissario AgCom Preto ha infatti anticipato che a breve dovrebbe essere pubblicato un regolamento inteso a combattere la pirateria online.
    La priorità è quella della velocità d'intervento. Sostiene Preto: "già in passato, il Garante ha messo a punto delle ipotesi di regolamentazione. Ma i tempi per chiudere i processi ai sospettati arrivavano a 60 giorni. Soluzione che la Commissione UE ha bocciato. Ora noi vogliamo quasi dimezzare l'attesa, portandola a soli 35".
    Quindi l'AgCom istituirà addirittura una taskforce antipirateria con il precipuo compito di contrastare le violazioni del copyright in internet nel più breve tempo possibile.

    La procedura dovrebbe essere la seguente. A fronte di una segnalazione circostanziata la taskforce dell'AgCom si occuperà di inviare in soli due giorni una formale diffida al sito accusato di pirateria.
    La diffida indicherà specificamente i contenuti segnalati come illegali. Altra caratteristica della procedura è, quindi, la selettività. La rimozione, infatti, riguarda singoli contenuti e non pare prevista la possibilità di oscuramento di un intero sito o dominio. Appare evidente che la procedura dovrebbe riguardare solo i siti soggetti alla giurisdizione italiana.
    Il titolare del sito avrà 10 giorni di tempo per difendersi davanti allo stesso Garante per le comunicazioni. La procedura si concluderà nei 15 giorni successivi.

  • ARTICLE 19: il regolamento Agcom non rispetta la libertà di espressione

    article19ARTICLE 19 è un'organizzazione non governativa fondata nel 1987 che si occupa specificamente delle minacce alla libertà di espressione e fornisce analisi giuridiche delle leggi in materia e consulenza legale a singoli o gruppi ai quali sia stato negato tale fondamentale diritto. Prende il suo nome dall'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo che, appunto, tutela la libertà di opinione e di espressione.

    Di recente ARTICLE 19 ha divulgato l'analisi giuridica della delibera predisposta dall'italiana Agcom al fine di regolamentare il diritto d'autore in rete.
    Il regolamento Agcom, pubblicato a luglio di quest'anno, introduce una fase propedeutica basata su delle policy di autoregolamentazione derivanti da accordi tra le aziende (in pratica le policy che troviamo sui social network). Solo nel caso in cui tali regole non siano presenti sul sito che pubblica il contenuto in violazione del diritto d'autore, oppure nel caso in cui a seguito dell'attivazione della procedura di segnalazione interna al sito non si ottiene la rimozione del contenuto, il titolare dei diritti può rivolgersi all'Agcom chiedendo il suo intervento.

  • Il processo breve dell'Agcom

    agcomSul nuovo regolamento Agcom, attualmente in consultazione, dopo una prima analisi introduttiva si dovrà ancora ragionarci molto per una completa comprensione delle sue conseguenze sulla gestione tecnica di internet e la tutela dei diritti, non solo quelli di proprietà intellettuale, online.
    Cuore del regolamento è la procedura di rimozione, a sua volta divisa in 2 diverse procedure, oltre ad una terza riguardante i servizi di media audiovisivi, che stranamente presenta termini più lunghi rispetto a quelle che riguardano internet.
    Ricordiamo che vi è una prima fase prevista a pena di improcedibilità (art. 6), nella quale la richiesta di rimozione va inviata al gestore della pagina web oppure si procede secondo le norme di autoregolamentazione eventualmente adottate dal gestore.

    Procedura ordinaria
    L'autorità interviene solo ad istanza di parte (art. 5).
    La parte è il legittimo titolare di un diritto, inteso anche come semplice cittadino privato che si trova copiato un contenuto (es. un video autoprodotto e poi condiviso su YouTube) anche da un editore o giornale online o canale televisivo.
    La procedura è attivabile decorsi 7 giorni dall'avvio delle procedure di autoregolamentazione o 2 giorni dall'invio della richiesta al gestore.
    Le procedure di autoregolamentazione debbano essere notificate all'Agcom e da questi pubblicizzate sul sito istituzionale. In assenza di queste e qualora "non risulti possibile rivolgersi al gestore della pagina internet", il titolare del diritto si può rivolgere direttamente all'Agcom (art. 7).
    Non si prevede che il titolare del diritto debba svolgere qualche accertamento (es. una verifica al whois per recuperare la mail del titolare del dominio), per cui è sufficiente l'assenza dell'indicazione di una mail o form di contatto sul sito per passare direttamente alla fase dinanzi all'Agcom.

  • Seminario IJF: Diritto d'autore e libertà d'espressione in rete

    Il video del seminario tenuto nel corso della 9a edizione del Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia.

    Evento: Diritto d'autore e libertà d'espressione in rete. In memoria delle libertà perdute.

    Con Fulvio Sarzana

     

    Nel corso dell'evento è stato presentato l'ebook "I pericoli e i danni del web blocking nella tutela del copyright - Il caso italiano (Il regolamento Agcom)", a cura dei relatori.