Con il nuovo servizio, il cui nome è semplicemente Chat, Google cerca di cambiare le regole del gioco nell’ambito dei servizi di messaggistica. Google Chat non è una nuova App per inviare messaggi, non è un servizio Google, quanto piuttosto un client per servizi RCS. RCS (Rich Communication Services) è lo standard che, nelle intenzioni di Big G, dovrebbe soppiantare l’attuale standard SMS, consentendo agli SMS di acquisire nuove funzionalità simili a quella proposte dai tradizionali sistemi di messaggistica (Whatsapp, Messenger, Signal, ecc…). Come ad esempio: conferme di lettura, indicatori di digitazione, immagini, video, chat di gruppo, invio file, condivisione della posizione, , messaggistica audio, ecc…
Queste nuove funzionalità saranno offerte direttamente dalla App Messaggi Android.

Piuttosto che concentrarsi sulla realizzazione di una applicazione di messaggistica, Google negli ultimi due anni (acquisendo Jibe) ha preferito portare avanti il progetto del servizio universale basato su RCS, che potrebbe segnare una nuova era di interoperabilità nel settore, aprendo ad un mercato di circa 7 miliardi di consumatori in tutto il mondo.

Il sistema RCS avrebbe dovuto essere avviato anni fa, ma non è mai accaduto semplicemente perché molte aziende hanno preferito sviluppare App di messaggistica verticali, basati solo su connessione dati, e non interoperabili tra loro (cioè che non comunicano). Il risultato è stata una progressiva frammentazione del mercato, con la realizzazione dei cosiddetti walled garden, cioè un mercato chiuso nel quale altri operatori faticano ad entrare, a causa dell’effetto lockin, infatti, cioè la circostanza che un utente di un servizio di messaggistica avrebbe un ovvio disincentivo a passare ad un nuovo servizio concorrente perché non potrebbe portare con se i suoi contatti. Con ovvie ricadute sulla concorrenza. Con RCS il problema, che si pose all'epoca dell’acquisizione di Skype da parte di Microsoft, non ci sarebbe più. 

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Il nuovo standard dovrebbe essere progressivamente attivato dai vari carrier (operatori) nel prossimo futuro, essendo un servizio basato su operatore. Ciò consentirà l’interoperabilità del servizio. Proprio come accade oggi per gli SMS, sarà sufficiente che l’operatore abbia attivato il servizio e la App lo supporti per poter dialogare con App differenti e operatori differenti, senza limitazione.
Molto dipenderà dall'implementazione dei carrier, a partire dai costi (che dovrebbero essere addebitati sul piano dati, invece che sul piano SMS), fino alle funzionalità. Anche se, ovviamente, alcune funzioni possono essere implementate lato applicazione (quella sullo smartphone, tipo Messaggi Android), e in tal senso il peso di Google potrebbe farsi sentire per arricchire il nuovo standard.

L’unica limitazione è che RCS non consente una crittografia forte (end-to-end), questo perché storicamente gli operatori sono restii a tale funzionalità, essendo tra l’altro soggetti ad obblighi di intercettazione legale.

Ad aprile 2018 ci sono 55 operatori (tra cui TIM e Vodafone) che supportano lo standard, 11 produttori di dispositivi e 2 produttori di sistemi operativi (Google e Microsoft).

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