Il revenge porn (revenge pornography) o anche sextortion, è un fenomeno consistente nella diffusione di immagini o video sessualmente espliciti raffiuguranti dei soggetti specifici senza però il loro consenso.

Tale diffusione è il mezzo utilizzato per ricattare le persone riprese nei video o comunque danneggiarne la reputazione. Spesso la diffusione di immagini sessualmente esplicite avviene a seguito della fine di una relazione sentimentale ed è utilizzata come strumento di vendetta, generalmente nei confronti della donna. Da cui revenge (vendetta). Il revenge porn riguarda la diffusione delle immagini o video, non la produzione delle stesse che, però, può determinare altre problematiche (vedi sexting). 

Si tratta di un fenomeno molto grave, di fatto è una forma di esercizio di potere specialmente sulle donne. Sono episodi che hanno pesanti ripercussioni sulle vittime, a livello psicologico, spingendole talvolta a gesti estremi. Gli episodi sono sempre più numerosi al punto che si stanno moltiplicando le richieste di una specifica normativa di contrasto. 

A differenza di molti altri paesi (come Germania e USA), in Italia non esiste una legge specifica a tutela delle vittime del revenge porn. Quindi potrà rientrare, a seconda dei casi, in differenti tipi di illeciti:
- diffamazione (art. 585 codice penale, reclusione da 6 mesi a 3 anni);
- stalking (art. 612 bis codice penale, reclusione da 6 mesi a 5 anni);
- interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.);
- pubblicazioni e spettacoli osceni (art. 528 c.p.); 
- estorsione (art. 629 codice penale, reclusione da 5 a 10 anni);
- trattamento illecito di dati (art. 167 Codice Privacy, che prevede come elemento caratterizzante non solo il profitto ma anche il danno arrecato alla vittima in alternativa, compreso il danno d'immagine e reputazionale, così coprendo le fattispecie di revenge porn). 

Oltre, ovviamente, alla possibilità di agire in sede civile per il risarcimento dei danni occorsi alla vittima. 

 

Disegni di legge

Nel 2016 è stato presentato un disegno di legge teso a punire le fattispecie di revenge porn. La proposta prevede la reclusione fino a 3 anni per chi pubblica immagini private sessualmente esplicite, con aumento di pena della metà se il fatto è commesso da soggetti legati alla vittima da una relazione affettiva (ex partner). Non prevede, però, meccanismi di contrasto o dissuasione nei confronti di soggetti terzi che ricondivodono le immagini amplificandone il danno. 

Altro disegno di legge è stato approvato il 2 aprile 2019 alla Camera dei deputati, introducendo l'art. 612 ter del codice penale, con ciò suggerendo, dalla collocazione, che il bene giuridico tutelato è innanzitutto la libertà di autodeterminazione. Si tratta comunque di fattispecie plurioffensiva, a tutela dell'onore, della reputazione e della privacy. 
La norma punisce chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso della persona rappresentata. Per sottrazione si intende quella violenta o fraudolenta, per cui la cessione volontaria del soggetto rappresentato nelle immagini non configura il reato. Il consenso deve essere libero e non coartato, oltre che manifestato da persona capace di intendere e di volere. 
Il secondo comma, invece, punisce le condotte di invio, consegna, cessione, diffusioneo pubblicazione delle immagini da pare di chi le ha ricevute o comunque acquisite. Qui si richiede il dolo specifico, al fine di recare nocumento alle persone rappresentante nel video. In tal senso potrebbe escludere il reato la sola intenzione di "vantarsene" con gli amici. 
Le sanzioni sono inasprite nel caso in cui il reato sia commesso dal coniuge, anche separato o divorziato o da soggetto legato da relazione affettivo, o con strumenti informatici o elematici. 
I reati di diffamazione e interferenze illecite saranno assorbiti dal nuovo 612-ter, non invece il reato di cui all'art. 528 c.p., che tutela un differente bene giuridico. 

 

Come difendersi

Segnalare il contenuto illecito 
La prima cosa da fare è contattare il social network o la piattaforma sulla quale è presente l'immagine, segnalare l'immagine. Tutte le piattafgorme offrono la possibilità di segnalare post, immagini o video, contenuti che violano i loro termini di servizio. Oltre alla rimozione delle immagini si potrebbe anche ottenere la sospensione dell'account della persona che ha pubblicato il contenuto illecito. E' inutile cercare di convincere l'ex partner che ha pubblicato l'immagine a rimuoverla. 

Denunciare alla Polizia
Prima di segnalare l'immagine occorre raccogliere tutte le prove possibili sulla presenza del contenuto illecito online e su chi (presumibilmente) ha pubblicato il contenuto. Vanno bene anche screenshot o fotografie. Con questo materiale si può denunciare alla Polizia il fatto per ottenere la punizione del colpevole. E' essenziale procedere con la denuncia, per evitare che si generi l'idea che tali fatti non siano punibili e quindi possano ripetersi.