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Cloud computing

  • Amazon Cloud DriveL’ultimo servizio proposto da Amazon sta facendo molto discutere. Si tratta di Amazon Cloud Drive, che permette di comprare musica e salvarla online, in uno spazio web fornito direttamente da Amazon. La musica regolarmente acquistata da Amazon, con licenze dai produttori, può essere così conservata anche sui server di Amazon in modo da consentire all’acquirente di ascoltarla da qualsiasi computer tramite il browser, oppure eventualmente di scaricarla per ascoltarla dal proprio computer o da dispositivi mobili. Si tratta, quindi, di una libreria personale di file musicali che invece di essere posti nel computer di casa vengono posizionati online.
    Ebbene i produttori musicali hanno avuto da ridire in merito a questo nuovo servizio fornito da Amazon, in quanto ritengono che occorra una ulteriore licenza, rispetto a quella d’acquisto, per consentire agli utenti di archiviare online la propria musica.

    Il lancio di questo nuovo servizio ha ottenuto grande attenzione principalmente per il fatto che Amazon è riuscita a battere sul tempo competitori di peso come Apple e Google, i quali si sono preoccupati maggiormente di scandagliare le eventuali reazioni delle major, e avrebbero anche avviato trattative per ottenere ulteriori licenze. Secondo alcuni Amazon ci avrebbe “provato”, in modo da ottenere un certo vantaggio temporale sui concorrenti, anche correndo qualche rischio in più, lanciando il Cloud Drive senza nemmeno avvertire le major.
    Però, dopo le prime rimostranze delle major, i legali di Amazon hanno fatto sapere di non essere intenzionati a richiedere licenze ulteriori in quanto ritengono che non ve ne sia alcun bisogno.

  • Garante Privacy - Cloud computingCon il titolo Cloud Computing, proteggere i dati per non cadere dalle nuvole, il Garante per la Privacy ha pubblicato le linee guida per il cosiddetto cloud computing a beneficio di imprese e pubblica amministrazione.

    Cloud è un neologismo che indica qualsiasi servizio di elaborazione realizzato direttamente nella rete. In pratica invece di trattare i dati sul computer di casa, li inviamo ad un fornitore di servizi che opera le elaborazioni sui suoi server.

    In realtà non si tratta di nulla di nuovo, tutte le web mail (Yahoo, Gmail) sono realizzate in "cloud", visto che i dati risiedono sui server del fornitore del servizio.
    Con l'aumento delle velocità di connessione ad internet, e le opportunità in tema sia di efficienza che di risparmio, i servizi che possono essere offerti via cloud sono aumentati, come quelli di cloud storage (Dropbox, GDrive) cioè di backup online, ma anche l'offerta di software che risiede direttamente sui server del fornitore, come anche si può avere in cloud la contabilità, i servizi dell'anagrafe, le prenotazioni, ecc...

  • Software in affittoAlcune case software da qualche tempo a questa parte stanno rivoluzionando il loro modo di "vendere" i loro prodotti. Una volta il software si vendeva con licenza perpetua, adesso non più. Già i classici programmi musicali, come Spotify e Deeezer, adottano la diversa soluzione dell'affitto mensile del servizio. Di recente anche altri prodotti, precedentemente venduti nel modo tradizionale, stanno adottando la medesima soluzione. Parliamo di Adobe, con Adobe Creative Cloud, ma anche prodotti di altre aziende, tipo Microsoft, hanno adottato la soluzione del software in affitto a tempo determinato.

    Non si acquista più un prodotto, o una licenza del prodotto, bensì si paga il servizio. Con Spotify, ad esempio, non si acquistano le canzoni bensì la possibilità di ascoltarle. Ovviamente alla cessazione del periodo di noleggio del servizio, se non rinnovato, cessa il diritto di utilizzarlo, e quindi di ascoltare le canzoni.

  • Cloud computing

    I servizi dicloud computing sono una delle tecnologie di maggior successo e che promette di di rivoluzionare il mondo dell'information technology. Il cloud computing rende possibile l'utilizzazione di spazi di memorizzazione, software, server virtuali e qualsivoglia altra tipologia di ambiente di sviluppo, mediante il collegamento a server remoti gestiti da terze parti (cloud provider), quindi senza che sia necessario caricare le risorse sul proprio sistema informatico.